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Norme anti-pirati in decreto su rifinanziamento missioni estero
(ANSA) - GENOVA, 13 LUG - Via libera all'impiego di militari e contractor sulle navi italiane per fronteggiare il pericolo pirateria. L'articolo 5 del decreto legge del governo sul rifinanziamento delle missioni militari all'estero, firmato ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e controfirmato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dai ministri Frattini, La Russa, Maroni, Alfano e Tremonti, autorizza il Ministero della Difesa a ''stipulare con l'armatoria privata italiana convenzioni per la protezione delle navi battenti bandiera italiana''.
L'imbarco dei militari, o in alternativa di servizi di vigilanza privata, č ''a richiesta e con oneri a carico degli armatori''.
L'articolo 5 del decreto legge, intitolato 'Ulteriori misure di contrasto alla pirateria', consente dunque l'imbarco su navi italiane di ''Nuclei militari di protezione (Nmp) della Marina, che puo' cosi' avvalersi anche di personale di altre Forze Armate e del relativo armamento previsto per l'espletamento del servizio''.
Al comandante di ciascun nucleo, spiega il secondo comma dell'articolo del decreto legge, e al personale da esso dipendente sono attribuite le funzioni di ufficiale e di agente di polizia giudiziaria. Gli armatori, spiega invece il terzo comma, ''provvedono al ristoro dei corrispondenti oneri mediante versamenti all'entrata del bilancio dello Stato entro sessanta giorni''.
I servizi di vigilanza privata, invece, ''possono essere svolti con l'impiego di particolari guardie giurate armate, a protezione delle merci e dei valori sulle navi mercantili e sulle navi da pesca battenti bandiera italiana negli spazi marittimi internazionali a rischio pirateria''. Un nuovo decreto, che dovra' essere adottato entro sessanta giorni, stabilira' le condizioni e i requisiti per il possesso, l'utilizzo, l'acquisizione e il trasporto di armi e delle munizioni da parte delle guardie giurate.(ANSA).
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