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Intelligence
Secondo la più efficace definizione di un famoso esperto americano, David Steele, l'attività di intelligence è definibile come “l'arte di conoscere le intenzioni dell'avversario”. È un'arte perché non è sufficiente ottenere solo delle informazioni, è necessario valutarle, analizzarle ed interpretarle per capire alla fine cosa “bolle in pentola” nel campo avversario.
Il più noto esperto di intelligence italiano, il senatore Francesco Cossiga (1928-2010), in un recente convegno che si è tenuto a Roma, ha detto che l'attività di intelligence “è il secondo mestiere più antico del mondo”, ha una lunga storia, ha un presente ed ha un futuro poiché rappresenta la migliore strategia preventiva per ridurre e minimizzare gli effetti di tutti i potenziali rischi e delle possibili minacce. Per le forze di polizia il nemico è rappresentato dalla criminalità e per essere all'altezza del compito istituzionale è necessario prevedere cosa “bolle in pentola” nel campo criminale e prepararsi a fronteggiarlo, anzi, meglio, prevenirlo. Per prevenire le attività criminali che si sviluppano sul territorio di competenza la migliore arma è rappresentata dall'intelligence investigativa, cioè da una attività di ricerca, di selezione, di analisi e di distribuzione di informazioni su tutto ciò che accade o sta per accadere sul territorio e che riguarda le intenzioni del criminale e dei gruppi criminali.
Specialità:
Sulla base della documentazione fornita, è facoltà del Consiglio Direttivo sottoporre l'aspirante associato Analista di Intelligence ad un colloquio di valutazione ai fini dell'ammissione nella specialità richiesta.