Menu principale:
Articoli > Criminologia
Intervista a Massimo Blanco, criminologo e presidente della E.S.A.
23 settembre 2010
D. Lei è un criminologo. Di cosa si occupa nello specifico?
R. Sì, io sono un criminologo specialista in criminologia applicata alla sicurezza e la mia attività si svolge sia in ambito pubblico che privato quale consulente in progetti di prevenzione e di educazione alla sicurezza rivolti soprattutto alle fasce a rischio della popolazione come le donne e i ragazzi. Inoltre, mi occupo di politiche per la sicurezza urbana e violenze di genere. In questo ambito recentemente ho progettato, per il Comune di Buccinasco, lo Sportello di Consulenza contro le Violenze sulle Donne del quale sono attualmente anche responsabile.
D. Attraverso i media tutti noi siamo abituati a vedere il criminologo impegnato come esperto nei processi per delitti o come investigatore, mentre lei ci offre una visione inedita di questo professionista. Ci può spiegare come mai?
R. Diciamo che nel nostro Paese non esiste una adeguata informazione sulla figura del criminologo e i media non offrono approfondimenti in merito. Tutti gli esperti che colorano le trasmissioni televisive e radiofoniche che hanno per oggetto un delitto, vengono in modo riduttivo classificati criminologi. In realtà, la criminologia è una scienza con diversi approcci, diverse metodologie di indagine e diversi specialisti impegnati a spiegare il comportamento criminale e i fatti delittuosi ovvero a risolvere il problema della criminalità a più livelli, dalla prevenzione e repressione dei reati al reinserimento dei soggetti devianti nella società fino ad arrivare ai periti che intervengono in qualità di esperti nei procedimenti penali. Ma ogni criminologo ha un proprio ambito di competenza come avviene, ad esempio, per i medici che sono specializzati in differenti campi. Purtroppo l’indubbio fascino che ispirano i fatti di cronaca nera spinge a creare nell’immaginario collettivo un criminologo impegnato a tracciare profili psicologici, repertare tracce sulla scena del crimine, investigare, interrogare, periziare e tante altre cose che il criminologo non fa assolutamente o se ne fa alcune è perché ha una specializzazione in un determinato campo. Per esempio, il criminologo che è anche psichiatra forense, può operare come consulente tecnico del tribunale o di parte per esprimere pareri sulla presenza o meno di patologie mentali nell’imputato.
D. Allora, chi sono i criminologi che vediamo in televisione?
R. Sono psichiatri o psicopatologi forensi, quindi medici specialisti o laureati in psicologia con un significativo quanto lungo percorso di formazione e specializzazione in ambito criminologico forense. Possono essere anche laureati in giurisprudenza con specializzazione in psichiatria forense. Fatto sta che sono tutti professionisti con molti anni di studio e altrettanti anni di pratica alle spalle in campo giudiziario o penitenziario. Per esercitare in ambito clinico-forense, fino al 1989 era possibile, con una laurea in giurisprudenza, frequentare il corso di specializzazione in criminologia clinica. Con l’istituzione dell’Ordine degli Psicologi e del relativo albo professionale, per esercitare in ambito giudiziario e penitenziario come criminologi è divenuto indispensabile essere psicologi o psichiatri. Naturalmente, solo questo titolo non basta in quanto bisogna specializzarsi e perfezionarsi in criminologia clinica. Ad ogni modo, in Italia, la figura del criminologo nei processi penali non trova applicazione, in quanto la perizia criminologica è attuabile solo dopo l’esecuzione della condanna.
D. In questi ultimi anni stanno proliferando scuole e corsi a vario livello in criminologia. Cosa ne pensa?
R. Esistono molti corsi post laurea in criminologia, di cui alcuni molto ben fatti e tenuti da personaggi di spicco del mondo della criminologia che sicuramente offrono un’ottima e approfondita conoscenza della materia. Purtroppo l’offerta formativa in materia di criminologia è vastissima e si può incappare anche in corsi improvvisati e tenuti da docenti scarsamente preparati. Ma il punto è un altro. Chi intende seguire le orme dei vari Picozzi, Bruno e altri grandi personaggi meno noti dal punto di vista mediatico, deve innanzitutto sapere che la strada per diventare criminologi clinici è assai lunga. Oltretutto è indispensabile sapere che se non si è medici psichiatri o psicologi iscritti all’albo è perfettamente inutile iniziare un qualsiasi corso in criminologia sperando, un domani, di poter lavorare come criminologi clinici. Infine, anche chi ha già svolto un idoneo iter accademico secondo gli standard richiesti, trova molte difficoltà poiché il campo della criminologia clinica è assai ristretto.
D. Alla luce di quanto ci sta dicendo, quindi, è praticamente impossibile lavorare come criminologo.
R. In apertura ho spiegato quali sono i campi in cui opero e ho anche detto che la criminologia trova applicazione in molti contesti come, ad esempio, le politiche per la prevenzione e la sicurezza e i progetti educativi. La criminologia applicata alla sicurezza è un settore che nel nostro Paese non è ancora molto conosciuto. Il criminologo specialista in sicurezza, essendo un professionista formato per analizzare la società, i comportamenti devianti e i mutamenti dell’ordine, è colui che studia il crimine con l’obiettivo di trovare soluzioni operative finalizzate a prevenire e gestire le forme di devianza attuando un corretto controllo sociale. Chi si specializza in criminologia applicata alla sicurezza, grazie ai nuovi scenari che si stanno aprendo in Italia sia nel pubblico che nel privato, ha inoltre diverse possibilità a livello lavorativo: nel settore pubblico come consulente in progetti di analisi e ricerca in materia di sicurezza urbana, di prevenzione dei fenomeni di devianza e di educazione alla legalità e, nel privato, nelle grandi aziende attente alla corporate security e nelle società di sicurezza e vigilanza. Infine, la possibilità di poter diventare un criminologo specialista in criminologia applicata alla sicurezza è aperta a diverse categorie di laureati e, in qualche caso, diplomati con una rilevante formazione accademica di carattere post-universitario in ambito criminologico ed una significativa esperienza lavorativa nel campo della sicurezza.
Menu di sezione: