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La Psicologia dell'Aggressione

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La Psicologia dell'Aggressione
A cura della Dr.ssa Cinzia Barbarossa (Psicologa)

Il problema sicurezza nasce dalla paura della criminalità, che oltre ad avere origine dalla reale probabilità di essere vittima di un crimine, è legato anche alla soggettiva percezione delle dimensioni del fenomeno criminale.
Due sono i concetti nodali su cui soffermarsi e da cui partire per affrontare il tema del senso di sicurezza: prevenzione e difesa attiva.
In questo contesto, prevenire significa disporre di qualità psicologiche quali l'avere una mentalità difensiva, conoscere i propri punti deboli e saper "leggere" il contesto, modificare il proprio comportamento tenendo conto dell'ambiente in cui ci si trova e dei possibili pericoli ad esso legati.
È fondamentale quindi, sviluppare una maggior consapevolezza dei propri pensieri, una maggior fiducia nelle proprie capacità di far fronte alle varie situazioni in modo efficace (self-efficacy), una maggior autostima, ma anche un'accettazione dei propri limiti personali per non incorrere in una irrealistica convinzione di onnipotenza. È altrettanto importante saper riconoscere e consolidare i confini del proprio spazio vitale, quei limiti che non si è disposti a lasciar superare, affinchè ci si possa render conto quando si presenta un pericolo.
Potenziare questi aspetti psicologici è fondamentale e strumentale per un' efficace difesa personale in quanto possono condizionare positivamente (se ben sviluppati) o negativamente le emozioni che si provano e i comportamenti che si mettono in atto in situazioni di pericolo.
Se la minaccia viene percepita oltre l'oggettiva possibilità di farvi fronte, l'individuo viene invaso dal panico e dal terrore, estreme manifestazioni della paura. Il panico è la negazione del libero arbitrio, determina una completa perdita di autocontrollo (reazioni tipiche sono la paralisi o la fuga disordinata), azzera la memoria e le altre risorse cognitive. Possiamo evitare che la paura si trasformi in panico sviluppando quelle caratteristiche psicologiche che permettono di affrontare con decisione ogni situazione; è importante inoltre, saper riconoscere i sintomi psichici e fisici della paura, analizzare le reazioni in modo da essere consapevoli delle proprie risposte tipiche di fronte al pericolo, curare la fiducia in se stessi, controllare e modificare i pensieri negativi. Solo così è possibile trasformare la paura in un sentimento positivo, in grado di produrre un effetto opposto alla paralisi fisica e/o mentale, così da non farsi cogliere impreparati.
È necessario avere, tuttavia, un atteggiamento attivo di difesa personale nel caso in cui la prevenzione dovesse fallire: ritenere di aver diritto alla difesa, mettere in atto una reazione frutto di pensieri studiati e non di atti impulsivi. Finalizzati a questo scopo, sono i corsi di difesa personale: l'apprendimento di tecniche di colluttazione fisica unito al lavoro di tipo psicologico consente di acquisire quella sicurezza interiore (fiducia in se stessi) che predispone anche ad un atteggiamento sicuro, che deve servire da deterrente; il potenziale aggressore, in genere, si manifesta tale solo in presenza di una vittima "adeguata" e la presunzione che non reagirà all'aggressione è uno dei principali presupposti di vulnerabilità.
La "cultura" della prevenzione e della difesa attiva possono, in definitiva, migliorare il senso di sicurezza percepito e quindi la qualità stessa della vita.

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